Ad Majora!

Angela Ragusa

Rendimi altare-

pubblicata da Roberto Lo Presti il giorno giovedì 30 giugno 2011 alle ore 8.50

RENDIMI ALTARE II- di Angela Ragusa—

Chi legge le liriche di Angela Ragusa,rimane davvero coinvolto nella profonda lettura,che sospinge a personale elevazione dello spirito. Il versare e conversare col mondo sensibile richiama pur quello ‘disattento e distratto’ , così forti sono gli echi armoniosi di eventi trascorsi e mai svaniti,fremiti delicati di nostalgia, ‘’suadente fragranza di amore’’. In un prisma colorato,delicato e mobilissimo,traspare il richiamo delle proprie radici. Persone accadimenti,luoghi la famiglia e su tutti l’Amore indiscusso, vero,unico per ‘‘l’altro’’ ed il focolare sempre acceso , sono l’esaltazione di gioia,che hanno segnato l’esistenza e la maturità dell’autrice. Ascoltando dalla finestra del suo soggiorno il ‘silente fruscìo delle fronde’, ella, osserva il ‘suo’ bellissimo albero,il suo robusto tronco, lo ama tanto, né è parte integrale. Col vento carezzevole, s’ ispira,racconta la sua identità segreta, il suo amore di donna,dolcissima,serenissima, sicuramente degna di esser elevata agli ‘Altari’…- Potremmo dopo la lettura di alcune sue liriche ,dire : –Nasconderò il tuo sogno nella memoria—Per le tue labbra disegnerò incancellabile un sorriso e diventerò una bambola con la quale Tu possa giocare.- Pullula così la versificazione di espressioni creative, dondolate da sogni di ieri, bimba con le bambole in soffitta,ancor oggi, appare allo specchio lindissimo immutato…,col viso tondeggiante roseo ed i balocchi alle spalle– Una scrittrice altamente intensa, sostenuta dalla cultura dolcemente pennellata e carezzevole le conchiglie vaganti e le finestre appese al cielo azzurrissimo, che illumina i vicoli incosci della tua bell’anima.

Nella prima lirica : ‘’Rendimi altare’’, c’è un notevole senso del pudore, della semplicità dell’invocazione apparentemente ‘’fragile’’ , l’armonia che più volte ridonda forte, facendo ‘eco di te’. E’ un’attesa silenziosa,paziente, saggia di donna che sussurra ‘amore’, una carezza della tua mano , chiede presenza e sguardo dolce,ardito e costante,protezione nel tuo giardino profumato di essenze…- Il tuo canto ha già lusingato il mondo…- C’è la necessità, l’essenza ,la conferma, di riconoscerti nel Suo amore, vivendo ,più che vagare nelle astrattezze della fantasia, con coraggio e dignità ,le istanze spirituali della difficile realtà attuale e toccando con mani piene ed occhi rossi’’… i ricordi… della terra natìa.

Si nota in ogni lirica,la passione non filtrata, ma decisa dai colori forti e di tinte tenui, necessari per difenderti da un mondo ‘terribilmente diverso’, tuttavia ritengo, le vicende imprevedibili non distraggono o disturbano ‘’l’antico ottimismo’’ e d’improvviso appare’ l’arma nascosta’ ,che riemerge con nuova forza : la tua religiosità di fondo : ‘Rendimi altare’. E’ l’appello al richiamo dell’incontro naturale suggellato col primo Amore,duraturo,sincero ben meritato ,irresistibilmente ed irreversibilmente guida sicura della tua vivacissima e dolce intelligenza.—Forse oggi,vorrai di nuovo vestire l’abito di ieri,cavalcando nelle tue ombre,le promesse sempre mantenute e bellamente segnate nei tuoi passi , ‘parole disegnate’-‘forme indossate- ‘ finestre aperte al sol ed ai profumi’ –‘legna scoppiettanti e deschi fumanti di odori ‘’antichi’’ , in attesa … della magica alba…- Labbra che non hanno perso la memoria : ‘’la mia bocca che vuole sussurrarti chi sei’’; labbra che non si son distratti nel silenzio : ‘’…le mani nel buio parlano il silenzio, si socchiudono gli occhi nel ricordo… di te’’-

Tanto significativa, la lirica nel ricordo dei nonni. ‘’Fra le rughe/ d’una terra esausta/ sento nostalgia dei ricordi…(Pellicanò), frammenti di vita spensierata di ieri ieri , della mia Sicilia…- Tra la gente ed i visi dei vecchi del paese,seduti sull’uscio uno accanto all’altro,come colombi al sole, vicini ,accostati ‘quasi per scoprire liberamente i pensieri (dell’altro), come solo una grande amicizia può consentire. ‘’ Ca coppula in testa, i seggi vicini vicini e a pipa fumanti…’ ed ora amatissima sorella’ i me cigghia sunnu mali andanti..’-Grazie di cuore pei versi, Roberto Lo Presti da Messina- ( Giugno 2011 )- ——————-(

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